Descrizione
Il Ponte dell'Accademia è uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande, il più meridionale. È in legno, con un'unica arcata lunga 48 metri, e collega il campo di San Vidal alla sponda delle Gallerie dell'Accademia, in Dorsoduro.
Dal ponte si guarda il Canal Grande con i suoi palazzi storici sulle due rive. È un passaggio comodo tra i sestieri di San Marco e Dorsoduro, ed è un ponte solo pedonale, in una città dove l'acqua è la strada. Misura 48 metri da una riva all'altra e passa sopra il canale con un'unica campata, senza pile nell'acqua.
A un'estremità, la chiesa di San Vidal. All'altra, l'ex chiesa di Santa Maria della Carità, oggi sede delle Gallerie dell'Accademia, il museo che dà il nome al ponte.
Il legno oggi riveste una struttura portante in acciaio, rifatta tra il 1984 e il 1986. Il ponte è stato restaurato di nuovo tra il 2017 e il 2018.
Doveva essere un ponte provvisorio, costruito in 37 giorni nel 1933 in attesa di quello vero in pietra. Il ponte in pietra non è mai arrivato, e quello di legno, in un certo senso, è ancora lì sul Canal Grande.
Per secoli a Venezia c'era stato un solo modo per attraversare il canale a piedi: il Ponte di Rialto. Poi, sotto gli austriaci, la città decise che ne servivano altri due, uno alla stazione e uno qui.
Nel 1854 l'ingegnere inglese Alfred Neville costruì un ponte di ferro, a pedaggio, il Ponte della Carità. Ai veneziani non piacque per niente: troppo industriale, e troppo basso per le barche.
Nel 1933 Eugenio Miozzi lo sostituì con un grande arco di legno, allora il più grande ponte ad arco in legno d'Europa. Il progetto in pietra di Torres e Bisazza, vincitore del concorso, è rimasto nel cassetto: il provvisorio era diventato per sempre.
Dal ponte si guarda il Canal Grande con i suoi palazzi storici sulle due rive. È un passaggio comodo tra i sestieri di San Marco e Dorsoduro, ed è un ponte solo pedonale, in una città dove l'acqua è la strada. Misura 48 metri da una riva all'altra e passa sopra il canale con un'unica campata, senza pile nell'acqua.
A un'estremità, la chiesa di San Vidal. All'altra, l'ex chiesa di Santa Maria della Carità, oggi sede delle Gallerie dell'Accademia, il museo che dà il nome al ponte.
Il legno oggi riveste una struttura portante in acciaio, rifatta tra il 1984 e il 1986. Il ponte è stato restaurato di nuovo tra il 2017 e il 2018.
Doveva essere un ponte provvisorio, costruito in 37 giorni nel 1933 in attesa di quello vero in pietra. Il ponte in pietra non è mai arrivato, e quello di legno, in un certo senso, è ancora lì sul Canal Grande.
Per secoli a Venezia c'era stato un solo modo per attraversare il canale a piedi: il Ponte di Rialto. Poi, sotto gli austriaci, la città decise che ne servivano altri due, uno alla stazione e uno qui.
Nel 1854 l'ingegnere inglese Alfred Neville costruì un ponte di ferro, a pedaggio, il Ponte della Carità. Ai veneziani non piacque per niente: troppo industriale, e troppo basso per le barche.
Nel 1933 Eugenio Miozzi lo sostituì con un grande arco di legno, allora il più grande ponte ad arco in legno d'Europa. Il progetto in pietra di Torres e Bisazza, vincitore del concorso, è rimasto nel cassetto: il provvisorio era diventato per sempre.