Gallerie dell'Accademia

Gallerie dell'Accademia

Campo de la Carità, 1049-1050. (Apri Mappa)

Descrizione

Le Gallerie dell'Accademia sono il grande museo della pittura veneta, nel sestiere di Dorsoduro, ai piedi del ponte dell'Accademia. Raccolgono dipinti dal Trecento al Settecento: Bellini, Carpaccio, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Canaletto.

Il museo è nato da una catastrofe. Quando cadde la Serenissima e arrivò Napoleone, a Venezia si chiusero conventi e si soppressero circa duecento edifici di culto, e i loro quadri rischiavano di sparire.

Molti finirono a Brera, a Milano. Quelli rimasti furono raccolti all'Accademia di Belle Arti, per far studiare gli allievi. La sede fu scelta nel 1807: la chiesa di Santa Maria della Carità, il convento e la Scuola Grande della Carità. La collezione aprì al pubblico nel 1817.

Gli accademici protestarono per le spese, ma il governo non cambiò idea. La chiesa fu divisa in piani, gli altari sparirono e le finestre gotiche furono murate. Il nome al plurale, «Gallerie», viene dalla raccolta di gessi che si aggiunse ai dipinti.

Poi arrivarono i lasciti dei collezionisti e gli acquisti. Sono qui il San Giorgio di Mantegna, la Vecchia e la Tempesta di Giorgione.

A metà Ottocento il San Giorgio e la Vecchia furono acquistati dall'imperatore Francesco Giuseppe. Dai lasciti dei collezionisti vengono il San Girolamo e il donatore di Piero della Francesca e la Madonna col Bambino tra le sante Caterina e Maria Maddalena di Giovanni Bellini.

Sotto il soffitto a capriate della vecchia chiesa è esposto il ciclo delle Storie di sant'Orsola di Carpaccio, in una sala tutta sua. Nella Sala dell'Albergo della Scuola, ancora al suo posto, c'è la Presentazione di Maria al Tempio di Tiziano.

Sono qui anche i disegni, tra cui l'Uomo vitruviano di Leonardo, esposto solo in occasioni particolari. Durante la Prima guerra mondiale i capolavori furono messi al riparo a Firenze, e durante l'ultimo conflitto in depositi decentrati.

Un giro nel museo tocca anche altri autori: Cima da Conegliano, Tiepolo, Canaletto, e dal 2018 nuove acquisizioni come La Speranza di Giorgio Vasari. Dal 1895 i dipinti sono ordinati in ordine cronologico, dal Trecento al Settecento.

Nel 1923 si recuperò in parte l'aula absidata della vecchia chiesa, ripristinando il soffitto a capriate e le finestre gotiche: sotto quel soffitto sono rimaste le grandi tele di Carpaccio.

Da non perdere
• La Tempesta.
• Le Storie di sant'Orsola.
• La Presentazione di Maria al Tempio.

Lo sapevi?
• L'Assunta di Tiziano fu qui fino agli anni Venti, poi tornò sull'altare maggiore dei Frari.
• Tra il 1944 e il 1949 Carlo Scarpa si occupò di una ristrutturazione e di un nuovo edificio collegato alle sale ottocentesche.