Descrizione
Il Ponte dei Sospiri è uno dei ponti più fotografati del mondo: un passaggio chiuso e coperto, in pietra d'Istria, che scavalca il rio di Palazzo e collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, a pochi passi da Piazza San Marco.
Il nome viene dalla tradizione: i prigionieri, attraversandolo, sospiravano all'idea di vedere per l'ultima volta il mondo esterno. Da una piccola finestra potevano scorgere la laguna, e in lontananza l'isola di San Giorgio Maggiore.
Il nome, però, è molto più giovane del ponte. Lo si trova scritto solo alla fine del Settecento, e lo resero famoso i romantici. Ai tempi della Serenissima era semplicemente un passaggio di servizio.
Fu costruito all'inizio del Seicento per ordine del doge Marino Grimani, il cui stemma è scolpito sul ponte. Il progetto è attribuito a un Contin, nipote di Antonio da Ponte, l'architetto del ponte di Rialto. Da fuori è un solo volume bianco e chiuso, con piccole finestre e una decorazione che anticipa il gusto barocco.
Dentro, il ponte nasconde una sorpresa: i corridoi sono due, paralleli e separati da un muro. Uno portava i detenuti dalle prigioni alle sale dei magistrati, per essere giudicati. L'altro li portava al parlatorio. Entrambi arrivavano alla scala che scendeva ai Pozzi e saliva ai Piombi.
Le Prigioni Nuove erano state costruite al di là del rio perché in Palazzo Ducale le celle non bastavano più. Furono tra i primi edifici d'Europa usati solo come carcere, senza funzioni di governo, e rimasero in funzione fino al 1919.
Oggi si attraversa il ponte durante la visita di Palazzo Ducale: un corridoio stretto, tra pareti di pietra, che dà la misura del luogo.
Più di recente il ponte ha avuto anche una fama romantica, alimentata da una leggenda: le coppie che si baciano in gondola sotto di lui, al tramonto, mentre suonano le campane del Campanile di San Marco, saranno destinate all'amore eterno.
Per l'epoca le Prigioni Nuove erano moderne: celle più ampie e migliori servizi per i detenuti. Furono usate anche dai francesi e dagli austriaci, e smisero di funzionare solo perché non erano più adatte agli standard igienici.
Da non perdere
• Il passaggio interno.
• Le piccole finestre.
• Lo stemma del doge Grimani.
Lo sapevi?
• Esistono altri «ponti dei Sospiri» a Cambridge, a Oxford e a Lima.
• A New York ne esiste una citazione moderna, tra due edifici della Metropolitan Life Insurance Company Tower.
Il nome viene dalla tradizione: i prigionieri, attraversandolo, sospiravano all'idea di vedere per l'ultima volta il mondo esterno. Da una piccola finestra potevano scorgere la laguna, e in lontananza l'isola di San Giorgio Maggiore.
Il nome, però, è molto più giovane del ponte. Lo si trova scritto solo alla fine del Settecento, e lo resero famoso i romantici. Ai tempi della Serenissima era semplicemente un passaggio di servizio.
Fu costruito all'inizio del Seicento per ordine del doge Marino Grimani, il cui stemma è scolpito sul ponte. Il progetto è attribuito a un Contin, nipote di Antonio da Ponte, l'architetto del ponte di Rialto. Da fuori è un solo volume bianco e chiuso, con piccole finestre e una decorazione che anticipa il gusto barocco.
Dentro, il ponte nasconde una sorpresa: i corridoi sono due, paralleli e separati da un muro. Uno portava i detenuti dalle prigioni alle sale dei magistrati, per essere giudicati. L'altro li portava al parlatorio. Entrambi arrivavano alla scala che scendeva ai Pozzi e saliva ai Piombi.
Le Prigioni Nuove erano state costruite al di là del rio perché in Palazzo Ducale le celle non bastavano più. Furono tra i primi edifici d'Europa usati solo come carcere, senza funzioni di governo, e rimasero in funzione fino al 1919.
Oggi si attraversa il ponte durante la visita di Palazzo Ducale: un corridoio stretto, tra pareti di pietra, che dà la misura del luogo.
Più di recente il ponte ha avuto anche una fama romantica, alimentata da una leggenda: le coppie che si baciano in gondola sotto di lui, al tramonto, mentre suonano le campane del Campanile di San Marco, saranno destinate all'amore eterno.
Per l'epoca le Prigioni Nuove erano moderne: celle più ampie e migliori servizi per i detenuti. Furono usate anche dai francesi e dagli austriaci, e smisero di funzionare solo perché non erano più adatte agli standard igienici.
Da non perdere
• Il passaggio interno.
• Le piccole finestre.
• Lo stemma del doge Grimani.
Lo sapevi?
• Esistono altri «ponti dei Sospiri» a Cambridge, a Oxford e a Lima.
• A New York ne esiste una citazione moderna, tra due edifici della Metropolitan Life Insurance Company Tower.