Palazzo Ducale

Palazzo Ducale

Riva degli Schiavoni, 4209. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Ducale è stato per secoli il centro del potere di Venezia: la residenza del doge e la sede del governo e dei tribunali, sul molo accanto alla basilica di San Marco. È un capolavoro del gotico veneziano, e oggi un grande museo.

Fuori colpisce un paradosso: il corpo pesante, a marmi intarsiati, sta in alto, sopra due piani di colonnati che sembrano esili. Venezia lo chiamava semplicemente «Palazzo»: le altre residenze nobili erano «ca'», cioè case.

Si entra dalla Porta della Carta, in gotico fiorito, dove il doge Francesco Foscari è inginocchiato davanti al leone di San Marco. Nel cortile interno la Scala dei Giganti, con le statue di Marte e Nettuno del Sansovino, era il luogo dell'incoronazione dei dogi.

Più in alto la Scala d'Oro è una volta di stucchi bianchi e foglia d'oro. Porta alle sale del potere: il Collegio, il Senato, il Consiglio dei Dieci, con soffitti dipinti da Veronese e Tintoretto.

La Sala del Maggior Consiglio è lunga più di 53 metri e senza una colonna. In fondo, dietro il trono, Tintoretto dipinse con il figlio Domenico il Paradiso, una tela di 24,5 metri per 7,6. Sul soffitto trentacinque dipinti raccontano le glorie della Repubblica.

Sotto il soffitto corre il fregio con i ritratti dei dogi. Uno manca: al posto di Marin Faliero, il doge che nel 1355 tentò un colpo di Stato e fu decapitato, c'è un drappo nero. Per Venezia la Repubblica veniva prima del suo capo.

Sul percorso ci sono anche le prigioni, collegate al palazzo dal Ponte dei Sospiri. I Pozzi, sotto il livello dell'acqua, erano umidi e malsani. I Piombi, sotto il tetto, ospitavano i prigionieri speciali: da qui Giacomo Casanova riuscì a evadere.

Il primo palazzo era un castello, e fu rifatto più volte dopo incendi. Il rogo del 1577 fu il peggiore: distrusse molte opere d'arte, e toccò ai pittori ridipingere le sale. Per questo i ritratti dei dogi sono quasi tutti immaginari: gli originali bruciarono.

La facciata verso la Piazzetta fu costruita dal 1424 per volontà del doge Francesco Foscari. Al primo piano, nel loggiato, due colonne di marmo rosso di Verona segnavano il punto da cui si leggevano le sentenze di morte, che poi si eseguivano tra le colonne di San Marco e San Todaro.

Da non perdere
• La Scala dei Giganti.
• La Scala d'Oro.
• La Sala del Maggior Consiglio.
• Le prigioni e il Ponte dei Sospiri.

Lo sapevi?
• Nelle «bocche di leone» sui muri si infilavano denunce di crimini e malversazioni.
• Dopo la caduta della Repubblica il palazzo divenne un museo.