Descrizione
La Peggy Guggenheim Collection è il museo d'arte moderna di Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande, a Venezia. Raccoglie quello che la collezionista americana comprò nel Novecento: Cubismo, Futurismo, Surrealismo, Pollock, in una casa che è rimasta una casa.
Peggy, nipote del magnate Solomon Guggenheim, frequentava gli artisti. Sposò uno di loro, Max Ernst. Una volta alla settimana apriva quasi tutta la casa gratis a chiunque volesse vedere la raccolta, fino alla morte nel 1979.
Il museo appartiene alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York ed è uno dei principali in Italia per l'arte europea e americana della prima metà del Novecento. Aprì al pubblico nel 1951, quando Peggy viveva ancora nel palazzo.
Tra le opere da cercare ci sono L'impero delle luci di René Magritte (1954), Alchimia di Jackson Pollock (1947) e Sulla spiaggia di Picasso (1937).
Altri capolavori sono La nascita dei desideri liquidi di Dalí, Materia di Boccioni e Pioggia di Chagall, accanto a lavori di Kandinskij, Duchamp e Brâncuși, con una scultura della serie Bird in Space.
Il percorso attraversa Cubismo, Futurismo, pittura metafisica, astrattismo europeo, Surrealismo ed Espressionismo astratto americano. Si incontrano Picasso (Il poeta), Léger, Mondrian, Miró, Giacometti, Klee e Pollock (La donna luna), oltre a Rothko, Calder e Moore.
Altre opere importanti sono La vestizione della sposa di Max Ernst, ex marito di Peggy, la Scatola in una valigia di Marcel Duchamp, del 1941, e Verso l'alto di Kandinskij, del 1929. In un edificio acquistato nel 2016 sono state ricavate nuove sale, un caffè e un piccolo centro didattico.
Dal 1997 il museo espone anche, in prestito a lungo termine, ventisei dipinti della collezione di Gianni Mattioli, con capolavori del Futurismo italiano di Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini; c'è anche qualche opera del primo Morandi e un ritratto di Modigliani.
Un posto a parte ha l'astrattismo italiano, con Fontana, Vedova, Afro, Burri e Accardi. Nel 2012 la coppia Hannelore e Rudolph Schulhof donò all'istituzione 83 opere contemporanee, da Rothko a Warhol.
All'ingresso, sul Canal Grande, c'è la sua opera più celebre: il bronzo del 1948 L'angelo della città di Marino Marini.
Nel giardino riposa Peggy stessa, in un'urna in un angolo, insieme ai suoi tanti cani.
Nella biblioteca del museo i cataloghi delle mostre portano spesso le dediche degli artisti amici di Peggy.
Da non perdere
• L'impero delle luci.
• Alchimia.
• L'angelo della città.
• Il giardino con la tomba di Peggy.
Lo sapevi?
• Con circa 400.000 visitatori l'anno è il secondo museo più visitato di Venezia dopo Palazzo Ducale.
• Nella biblioteca c'è un libro fatto a mano, «The child with the dust blanket», di cui non esistono altre copie in nessuna biblioteca.
Peggy, nipote del magnate Solomon Guggenheim, frequentava gli artisti. Sposò uno di loro, Max Ernst. Una volta alla settimana apriva quasi tutta la casa gratis a chiunque volesse vedere la raccolta, fino alla morte nel 1979.
Il museo appartiene alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York ed è uno dei principali in Italia per l'arte europea e americana della prima metà del Novecento. Aprì al pubblico nel 1951, quando Peggy viveva ancora nel palazzo.
Tra le opere da cercare ci sono L'impero delle luci di René Magritte (1954), Alchimia di Jackson Pollock (1947) e Sulla spiaggia di Picasso (1937).
Altri capolavori sono La nascita dei desideri liquidi di Dalí, Materia di Boccioni e Pioggia di Chagall, accanto a lavori di Kandinskij, Duchamp e Brâncuși, con una scultura della serie Bird in Space.
Il percorso attraversa Cubismo, Futurismo, pittura metafisica, astrattismo europeo, Surrealismo ed Espressionismo astratto americano. Si incontrano Picasso (Il poeta), Léger, Mondrian, Miró, Giacometti, Klee e Pollock (La donna luna), oltre a Rothko, Calder e Moore.
Altre opere importanti sono La vestizione della sposa di Max Ernst, ex marito di Peggy, la Scatola in una valigia di Marcel Duchamp, del 1941, e Verso l'alto di Kandinskij, del 1929. In un edificio acquistato nel 2016 sono state ricavate nuove sale, un caffè e un piccolo centro didattico.
Dal 1997 il museo espone anche, in prestito a lungo termine, ventisei dipinti della collezione di Gianni Mattioli, con capolavori del Futurismo italiano di Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini; c'è anche qualche opera del primo Morandi e un ritratto di Modigliani.
Un posto a parte ha l'astrattismo italiano, con Fontana, Vedova, Afro, Burri e Accardi. Nel 2012 la coppia Hannelore e Rudolph Schulhof donò all'istituzione 83 opere contemporanee, da Rothko a Warhol.
All'ingresso, sul Canal Grande, c'è la sua opera più celebre: il bronzo del 1948 L'angelo della città di Marino Marini.
Nel giardino riposa Peggy stessa, in un'urna in un angolo, insieme ai suoi tanti cani.
Nella biblioteca del museo i cataloghi delle mostre portano spesso le dediche degli artisti amici di Peggy.
Da non perdere
• L'impero delle luci.
• Alchimia.
• L'angelo della città.
• Il giardino con la tomba di Peggy.
Lo sapevi?
• Con circa 400.000 visitatori l'anno è il secondo museo più visitato di Venezia dopo Palazzo Ducale.
• Nella biblioteca c'è un libro fatto a mano, «The child with the dust blanket», di cui non esistono altre copie in nessuna biblioteca.