Descrizione
Il Museo storico navale di Venezia, della Marina Militare, racconta la storia marinara di Venezia e dell'Italia. Sta in un ex granaio della Repubblica sulla riva di San Biagio, a pochi passi dall'Arsenale, ed è su cinque piani con 42 sale.
Ai primi due piani si trovano le attrezzature e i protagonisti della Marina veneziana e italiana. C'è una sala dedicata al Bucintoro, la galea dorata su cui ogni anno, il giorno dell'Ascensione, il doge usciva in laguna e gettava in acqua un anello, lo sposalizio con il mare.
L'ultimo Bucintoro fu distrutto dai francesi nel 1798, per ricavare l'oro delle decorazioni. Il museo conserva però la grande statua della Giustizia di un Bucintoro precedente, varato nel 1526.
Al terzo piano ci sono modelli di barche della laguna, gondole ed ex voto. Qui si vede anche la gondola di Peggy Guggenheim, donata al museo dopo la sua morte. Al quarto, la «sala svedese» sui legami tra Venezia e la Svezia e una collezione di conchiglie.
Il Padiglione delle Navi, nell'antica officina dei remi dell'Arsenale, ospita vere imbarcazioni veneziane e militari. Tra i pezzi, una parte della sala macchine dell'Elettra, il panfilo di Guglielmo Marconi, e la campana della nave Eritrea.
Nell'esposizione si incontrano anche cannoni, mortai e armi dal Cinquecento al Novecento, modelli di galeotti e di imbarcazioni orientali, e le ancore delle navi austro-ungariche Viribus Unitis e Tegetthoff.
Anche la chiesa di San Biagio, antico luogo di culto dei marinai veneti, fa parte del museo. Custodisce le spoglie dell'ammiraglio Angelo Emo e dipinti di santa Barbara, patrona della gente di mare.
Prima di essere un museo, l'edificio era un granaio: riforniva la flotta e i forni del biscotto, il cibo principale dei galeotti. Il museo fu fondato nel 1923 e nel 1964 si trasferì qui dall'Arsenale.
Ai primi due piani si trovano le attrezzature e i protagonisti della Marina veneziana e italiana. C'è una sala dedicata al Bucintoro, la galea dorata su cui ogni anno, il giorno dell'Ascensione, il doge usciva in laguna e gettava in acqua un anello, lo sposalizio con il mare.
L'ultimo Bucintoro fu distrutto dai francesi nel 1798, per ricavare l'oro delle decorazioni. Il museo conserva però la grande statua della Giustizia di un Bucintoro precedente, varato nel 1526.
Al terzo piano ci sono modelli di barche della laguna, gondole ed ex voto. Qui si vede anche la gondola di Peggy Guggenheim, donata al museo dopo la sua morte. Al quarto, la «sala svedese» sui legami tra Venezia e la Svezia e una collezione di conchiglie.
Il Padiglione delle Navi, nell'antica officina dei remi dell'Arsenale, ospita vere imbarcazioni veneziane e militari. Tra i pezzi, una parte della sala macchine dell'Elettra, il panfilo di Guglielmo Marconi, e la campana della nave Eritrea.
Nell'esposizione si incontrano anche cannoni, mortai e armi dal Cinquecento al Novecento, modelli di galeotti e di imbarcazioni orientali, e le ancore delle navi austro-ungariche Viribus Unitis e Tegetthoff.
Anche la chiesa di San Biagio, antico luogo di culto dei marinai veneti, fa parte del museo. Custodisce le spoglie dell'ammiraglio Angelo Emo e dipinti di santa Barbara, patrona della gente di mare.
Prima di essere un museo, l'edificio era un granaio: riforniva la flotta e i forni del biscotto, il cibo principale dei galeotti. Il museo fu fondato nel 1923 e nel 1964 si trasferì qui dall'Arsenale.