Descrizione
Il Museo di Palazzo Mocenigo è la casa dei Mocenigo a San Stae, nel sestiere di Santa Croce, trasformata in museo della moda, del tessuto e del profumo: un modo concreto per scoprire come vestiva, arredava e profumava una famiglia nobile veneziana del Settecento.
I Mocenigo erano una delle famiglie più prestigiose del patriziato veneziano. Questo ramo rinnovò il palazzo all'inizio del Seicento e lo abitò fino al primo Novecento, e la casa conserva ancora affreschi, stucchi, marmorini e pavimenti d'epoca.
Il percorso occupa diciannove sale del piano nobile, allestite come una dimora del Settecento con i mobili originali. Le tappezzerie e le tende sono state rifatte su modello di quelle antiche, con i colori cangianti della seta veneziana.
Tra i mobili stanno i manichini con abiti e accessori d'epoca, dalle raccolte del Centro Studi: raccontano come cambiavano la moda, il costume e i tessuti. Sembrano gli abitanti della casa, colti nelle loro stanze.
La parte più originale è la sezione del profumo, aperta nel 2013 dopo un lungo restauro. Racconta un capitolo poco noto della città: l'antica tradizione cosmetica veneziana, che fa di Venezia una delle capitali storiche del profumo.
Qui sono esposti i flaconi della Collezione Storp, dall'antichità ai giorni nostri, che la casa essenziera Drom ha concesso al museo. Il progetto è nato con un'azienda profumiera veneziana, che l'ha sostenuto come un mecenate.
Anche da fuori il palazzo merita uno sguardo. Ha due facciate simili, una sulla salizada di San Stae e una sul rio, aperte al centro da serliane sovrapposte, finestre a tre luci dall'aria rinascimentale; sul rio, la terza serliana fa da porta d'acqua.
Nel 1945 l'ultimo della famiglia, Alvise Nicolò Mocenigo, lasciò il palazzo al Comune di Venezia. Un regalo che finì in tribunale: un discendente per linea femminile lo contestò per anni, e alla fine ottenne un indennizzo.
Il palazzo è anche un luogo di studio: ospita il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, con una biblioteca specializzata, e la Biblioteca del Circuito Cinema.
I Mocenigo erano una delle famiglie più prestigiose del patriziato veneziano. Questo ramo rinnovò il palazzo all'inizio del Seicento e lo abitò fino al primo Novecento, e la casa conserva ancora affreschi, stucchi, marmorini e pavimenti d'epoca.
Il percorso occupa diciannove sale del piano nobile, allestite come una dimora del Settecento con i mobili originali. Le tappezzerie e le tende sono state rifatte su modello di quelle antiche, con i colori cangianti della seta veneziana.
Tra i mobili stanno i manichini con abiti e accessori d'epoca, dalle raccolte del Centro Studi: raccontano come cambiavano la moda, il costume e i tessuti. Sembrano gli abitanti della casa, colti nelle loro stanze.
La parte più originale è la sezione del profumo, aperta nel 2013 dopo un lungo restauro. Racconta un capitolo poco noto della città: l'antica tradizione cosmetica veneziana, che fa di Venezia una delle capitali storiche del profumo.
Qui sono esposti i flaconi della Collezione Storp, dall'antichità ai giorni nostri, che la casa essenziera Drom ha concesso al museo. Il progetto è nato con un'azienda profumiera veneziana, che l'ha sostenuto come un mecenate.
Anche da fuori il palazzo merita uno sguardo. Ha due facciate simili, una sulla salizada di San Stae e una sul rio, aperte al centro da serliane sovrapposte, finestre a tre luci dall'aria rinascimentale; sul rio, la terza serliana fa da porta d'acqua.
Nel 1945 l'ultimo della famiglia, Alvise Nicolò Mocenigo, lasciò il palazzo al Comune di Venezia. Un regalo che finì in tribunale: un discendente per linea femminile lo contestò per anni, e alla fine ottenne un indennizzo.
Il palazzo è anche un luogo di studio: ospita il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, con una biblioteca specializzata, e la Biblioteca del Circuito Cinema.