Descrizione
La Fondazione Querini Stampalia è insieme biblioteca, casa museo e luogo di architettura moderna, in un palazzo del Cinquecento nel sestiere di Castello. Qui si passa dal Settecento veneziano a Carlo Scarpa nel giro di una rampa di scale.
Al secondo piano c'è il museo, una casa veneziana arredata come era nel Settecento: arredi, lampadari di Murano, un servizio di Sèvres da 244 pezzi, strumenti musicali e circa quattrocento dipinti dal Trecento al Novecento, in gran parte della scuola veneziana.
Fra i quadri, la Presentazione al Tempio di Giovanni Bellini. I più divertenti sono quelli di Pietro Longhi, trenta tele, e di Gabriel Bella: una cronaca della Venezia del Settecento, tra feste, regate, cerimonie della Repubblica e scene di caccia in laguna.
Il piano terra e il giardino sono opera di Carlo Scarpa, che li ridisegnò tra il 1961 e il 1963: un nuovo ponte d'ingresso, un portego per mostre e conferenze, barriere contro l'acqua alta e un giardino sul retro con mosaici di Mario Deluigi.
Da non perdere, sempre di Scarpa, le barriere contro l'acqua alta all'ingresso: prima del suo intervento le stanze a pianterreno, con le maree, non si potevano usare.
La biblioteca, al primo piano, custodisce circa 350.000 volumi, manoscritti, incunaboli e carte geografiche. Ha una caratteristica particolare: apre anche la sera e nei giorni di festa.
È una volontà del fondatore. Nel testamento del 1868 il nobile Giovanni Querini Stampalia, ultimo della famiglia e senza eredi diretti, scrisse che la biblioteca doveva restare aperta nei giorni e nelle ore in cui le biblioteche pubbliche sono chiuse, e la sera specialmente.
Lasciò tutto, palazzo, libri e quadri, a una fondazione per «il culto dei buoni studi». Dal 1997 la fondazione commissiona anche opere agli artisti contemporanei, tra cui Joseph Kosuth, Michelangelo Pistoletto e Kiki Smith.
Al secondo piano c'è il museo, una casa veneziana arredata come era nel Settecento: arredi, lampadari di Murano, un servizio di Sèvres da 244 pezzi, strumenti musicali e circa quattrocento dipinti dal Trecento al Novecento, in gran parte della scuola veneziana.
Fra i quadri, la Presentazione al Tempio di Giovanni Bellini. I più divertenti sono quelli di Pietro Longhi, trenta tele, e di Gabriel Bella: una cronaca della Venezia del Settecento, tra feste, regate, cerimonie della Repubblica e scene di caccia in laguna.
Il piano terra e il giardino sono opera di Carlo Scarpa, che li ridisegnò tra il 1961 e il 1963: un nuovo ponte d'ingresso, un portego per mostre e conferenze, barriere contro l'acqua alta e un giardino sul retro con mosaici di Mario Deluigi.
Da non perdere, sempre di Scarpa, le barriere contro l'acqua alta all'ingresso: prima del suo intervento le stanze a pianterreno, con le maree, non si potevano usare.
La biblioteca, al primo piano, custodisce circa 350.000 volumi, manoscritti, incunaboli e carte geografiche. Ha una caratteristica particolare: apre anche la sera e nei giorni di festa.
È una volontà del fondatore. Nel testamento del 1868 il nobile Giovanni Querini Stampalia, ultimo della famiglia e senza eredi diretti, scrisse che la biblioteca doveva restare aperta nei giorni e nelle ore in cui le biblioteche pubbliche sono chiuse, e la sera specialmente.
Lasciò tutto, palazzo, libri e quadri, a una fondazione per «il culto dei buoni studi». Dal 1997 la fondazione commissiona anche opere agli artisti contemporanei, tra cui Joseph Kosuth, Michelangelo Pistoletto e Kiki Smith.