Descrizione
L'Isola di Torcello è un'isola silenziosa della laguna nord, subito a nord di Burano, dove oggi vivono una manciata di abitanti e restano due chiese bizantine: un mosaico del Giudizio Universale e l'aria di una città scomparsa. Prima che Venezia diventasse Venezia, qui c'era una delle città più importanti della laguna.
Abitata già in epoca romana, l'isola rifiorì nel VII secolo, quando i bizantini ne fecero un avamposto contro i Longobardi. Secondo un'iscrizione discussa, la cattedrale fu fondata nel 639, e il vescovo di Altino vi trasferì la sua sede.
Torcello aveva un vescovo, una nobiltà e due consigli di governo, uno maggiore e uno minore. Per secoli, fino al Trecento, fu il principale centro di lavorazione della lana del Ducato di Venezia. Con le isole vicine era la testa di ponte del commercio veneziano verso l'Adriatico. Già nel VII secolo aveva anche un'officina del vetro.
Dal Quattrocento arrivarono le paludi, l'aria malsana e le pestilenze. Gli edifici caddero in rovina, e veneziani e muranesi venivano a portarsi via i marmi: nel 1429 il doge Foscari dovette ordinare di smetterla. Nel 1822 la popolazione era scesa a ottanta persone, «tutti vignaioli».
La basilica di Santa Maria Assunta fu rifatta nella forma attuale intorno all'anno mille. Ha finestroni con imposte di lastre di pietra, e dentro, sulla parete d'ingresso, un enorme mosaico bizantino del Giudizio Universale, con una Madonna orante alla base.
Accanto c'è Santa Fosca, del XII secolo: pianta a croce greca, molto rara, e un porticato con colonne di marmo. Le chiese a croce greca sono testimonianza del dominio culturale bizantino che Venezia subì tra il IX e il XII secolo.
Sullo spiazzo davanti alle due chiese, accanto al palazzo del Podestà, che ospita il museo, c'è il cosiddetto trono di Attila, più probabilmente il seggio dei magistrati. Il Ponte del Diavolo, su un canale interno, è senza parapetti, come erano un tempo tutti i ponti veneziani.
La parrocchia fu soppressa nel 1986, perché gli abitanti erano diventati troppo pochi. Torcello si raggiunge in barca da Burano, e le sue chiese sono ancora il cuore dell'isola.
Abitata già in epoca romana, l'isola rifiorì nel VII secolo, quando i bizantini ne fecero un avamposto contro i Longobardi. Secondo un'iscrizione discussa, la cattedrale fu fondata nel 639, e il vescovo di Altino vi trasferì la sua sede.
Torcello aveva un vescovo, una nobiltà e due consigli di governo, uno maggiore e uno minore. Per secoli, fino al Trecento, fu il principale centro di lavorazione della lana del Ducato di Venezia. Con le isole vicine era la testa di ponte del commercio veneziano verso l'Adriatico. Già nel VII secolo aveva anche un'officina del vetro.
Dal Quattrocento arrivarono le paludi, l'aria malsana e le pestilenze. Gli edifici caddero in rovina, e veneziani e muranesi venivano a portarsi via i marmi: nel 1429 il doge Foscari dovette ordinare di smetterla. Nel 1822 la popolazione era scesa a ottanta persone, «tutti vignaioli».
La basilica di Santa Maria Assunta fu rifatta nella forma attuale intorno all'anno mille. Ha finestroni con imposte di lastre di pietra, e dentro, sulla parete d'ingresso, un enorme mosaico bizantino del Giudizio Universale, con una Madonna orante alla base.
Accanto c'è Santa Fosca, del XII secolo: pianta a croce greca, molto rara, e un porticato con colonne di marmo. Le chiese a croce greca sono testimonianza del dominio culturale bizantino che Venezia subì tra il IX e il XII secolo.
Sullo spiazzo davanti alle due chiese, accanto al palazzo del Podestà, che ospita il museo, c'è il cosiddetto trono di Attila, più probabilmente il seggio dei magistrati. Il Ponte del Diavolo, su un canale interno, è senza parapetti, come erano un tempo tutti i ponti veneziani.
La parrocchia fu soppressa nel 1986, perché gli abitanti erano diventati troppo pochi. Torcello si raggiunge in barca da Burano, e le sue chiese sono ancora il cuore dell'isola.