Isola di Murano

Isola di Murano

Fondamenta San Lorenzo. (Apri Mappa)

Descrizione

Murano è l'isola del vetro: sette isolette unite da ponti, a nord-est di Venezia, dove dalla fine del Duecento si lavora il vetro che ha reso famosa la laguna in tutto il mondo. Ci arrivano diversi vaporetti, da piazzale Roma, da San Zaccaria e dalle Fondamente Nove.

Somiglia a una piccola Venezia, con un suo Canal Grande, ponti e palazzi gotici. Ma il cuore dell'isola sono le fornaci, mai spente: il vetro di Murano si fa ancora qui, dal cristallo ai grandi lampadari.

Il maestro soffia nella lunga canna di metallo e dà forma al vetro incandescente, aiutato da due assistenti, il servente e il serventino, con spatole e pinze. Il marchio «Vetro Artistico Murano» distingue i pezzi fatti davvero sull'isola.

Il Museo del Vetro, nel gotico Palazzo Giustinian, antica residenza dei vescovi di Torcello, racconta l'arte vetraria dai secoli antichi al Novecento. Tra i pezzi più spettacolari, un lampadario a sessanta bracci di Lorenzo Santi e Giovanni Fuga.

Poco lontano c'è la basilica dei Santi Maria e Donato, nata probabilmente nel VII secolo e dedicata anche a san Donato quando ne arrivarono le reliquie, nel 1125. Nell'abside c'è una Madonna orante a mosaico del XII secolo; a terra un pavimento musivo coevo di quello di San Marco.

Sul Rio dei Vetrai si affaccia San Pietro Martire, ricostruita nel 1511: custodisce due tele di Giovanni Bellini e grandi lampadari di vetro, come si conviene sull'isola. Da non trascurare il faro in pietra d'Istria, in fondo a viale Garibaldi.

Le fornaci arrivarono qui per decreto. Alla fine del Duecento la Serenissima ordinò di trasferire a Murano le vetrerie di Venezia: in una città quasi tutta di legno, avevano già provocato troppi incendi.

Ma c'era anche un altro motivo. La Repubblica voleva tenere sotto controllo un'arte che l'aveva resa celebre: i maestri vetrai dovevano vivere sull'isola e non potevano andarsene senza un permesso speciale. In cambio, erano gli unici non nobili che potevano sposare le figlie dei patrizi.

Molti scapparono lo stesso, portando i segreti all'estero. In Francia la manifattura reale degli specchi imparò la tecnica con una vera operazione di spionaggio, organizzata dal ministro Colbert.

Murano ebbe a lungo un suo podestà, un suo Maggior Consiglio e perfino una sua moneta, l'osella. Fu comune autonomo fino al 1923, quando entrò nel comune di Venezia insieme a Burano.

Da non perdere
• Il Museo del Vetro.
• La basilica dei Santi Maria e Donato.
• San Pietro Martire.
• Le fornaci.

Lo sapevi?
• Il manganese «piemontese», uno dei segreti del cristallo veneziano, veniva in realtà da una miniera della Valle d'Aosta.
• Prima di Napoleone sull'isola c'erano diciotto tra chiese e conventi: oggi ne funzionano tre.