Descrizione
La Giudecca è l'isola che sta di fronte a Dorsoduro, al di là dell'omonimo canale, con il vaporetto dalle Zattere. In realtà sono otto isolette unite fra loro: un quartiere residenziale tranquillo, con poco turismo, da cui si vede Venezia da lontano.
Per secoli fu la zona verde della città, piena di orti e giardini. La vista d'insieme migliore sul Redentore si ha dalla fondamenta delle Zattere, sull'altra riva.
Qui Palladio ha lasciato due chiese. La basilica del Redentore fu un voto della città per la fine della peste del 1576, che uccise un terzo dei veneziani; fu costruita tra il 1577 e il 1592, e ogni anno la festa del Redentore la ricorda.
Poco lontano c'è la chiesa delle Zitelle, anch'essa palladiana. Il convento accanto accoglieva ragazze povere, che qui imparavano i lavori tradizionali, come i famosi merletti veneziani.
Da non perdere anche Sant'Eufemia, che risale al IX secolo ed è tra le chiese più antiche di Venezia, e il neogotico Molino Stucky, costruito nel 1895 da Giovanni Stucky: era un mulino, ora è un albergo.
Un tempo l'isola si chiamava Spinalonga, forse per la sua forma lunga e stretta come una lisca di pesce. Poi diventò la Giudecca, e sul perché gli storici non si sono mai messi d'accordo.
Per qualcuno il nome viene dai giudei: la tradizione parla di due sinagoghe e di una pietra con scritte in ebraico, di cui però non esiste prova storica. Per altri viene da «zudegà», «giudicato», la sentenza con cui nel IX secolo la Repubblica diede terre ad alcune famiglie esiliate ingiustamente.
C'è poi una terza ipotesi, più prosaica, legata al lavoro: i conciatori di pelle usavano arbusti e sterpaglie, chiamati in Veneto «zuèc», e il nome potrebbe venire da lì.
Alla punta occidentale c'è il Molino Stucky, a quella opposta l'Hotel Cipriani, una delle residenze veneziane più lussuose: in mezzo l'isola è fatta di fondamenta e calli tranquille.
Per secoli fu la zona verde della città, piena di orti e giardini. La vista d'insieme migliore sul Redentore si ha dalla fondamenta delle Zattere, sull'altra riva.
Qui Palladio ha lasciato due chiese. La basilica del Redentore fu un voto della città per la fine della peste del 1576, che uccise un terzo dei veneziani; fu costruita tra il 1577 e il 1592, e ogni anno la festa del Redentore la ricorda.
Poco lontano c'è la chiesa delle Zitelle, anch'essa palladiana. Il convento accanto accoglieva ragazze povere, che qui imparavano i lavori tradizionali, come i famosi merletti veneziani.
Da non perdere anche Sant'Eufemia, che risale al IX secolo ed è tra le chiese più antiche di Venezia, e il neogotico Molino Stucky, costruito nel 1895 da Giovanni Stucky: era un mulino, ora è un albergo.
Un tempo l'isola si chiamava Spinalonga, forse per la sua forma lunga e stretta come una lisca di pesce. Poi diventò la Giudecca, e sul perché gli storici non si sono mai messi d'accordo.
Per qualcuno il nome viene dai giudei: la tradizione parla di due sinagoghe e di una pietra con scritte in ebraico, di cui però non esiste prova storica. Per altri viene da «zudegà», «giudicato», la sentenza con cui nel IX secolo la Repubblica diede terre ad alcune famiglie esiliate ingiustamente.
C'è poi una terza ipotesi, più prosaica, legata al lavoro: i conciatori di pelle usavano arbusti e sterpaglie, chiamati in Veneto «zuèc», e il nome potrebbe venire da lì.
Alla punta occidentale c'è il Molino Stucky, a quella opposta l'Hotel Cipriani, una delle residenze veneziane più lussuose: in mezzo l'isola è fatta di fondamenta e calli tranquille.