Descrizione
Campo San Polo è il campo più grande di Venezia dopo piazza San Marco, nell'omonimo sestiere, fra Rialto e Campo Santa Margherita. Il nome viene dalla chiesa di San Polo, che dà al campo solo l'abside. Per secoli fu il cortile di casa dei veneziani.
All'inizio era un prato con orti e pascoli. Nel 1493 fu pavimentato e al centro fu sistemato il pozzo. Da allora diventò il posto di mercati, fiere e grandi riunioni: nel Seicento vi furono spostati anche i mercatini dei poveri, prima in piazza San Marco.
Il campo prese anche un'aria di festa: si organizzavano giochi come la palla e la caccia al toro. Diventò così chiassoso che nel 1611 la Repubblica vietò giochi e vendita di merci. Una targa sulla chiesa lo ricorda ancora.
Chi guarda i palazzi vede una curva di facciate di epoche diverse: Palazzo Maffetti Tiepolo, del 1712, il gotico Palazzo Soranzo e Palazzo Donà, del primo Cinquecento. La curva ricalca un rio, quello di San Antonio, interrato nel 1761.
Dall'altro lato si nota l'angolo di Palazzo Corner Mocenigo, di Michele Sanmicheli. Una vecchia insegna a mosaico ricorda una birreria, al numero 2168.
La chiesa di San Polo, di origine bizantina e del IX secolo, fu rimaneggiata nel Quattrocento e nell'Ottocento. Dentro ci sono tele di Tintoretto e Tiepolo.
In una delle grandi case del campo nacque Franco Basaglia, lo psichiatra a cui si deve l'ispirazione della legge 180, quella che portò alla chiusura dei manicomi in Italia.
Il 25 febbraio 1548 qui fu pugnalato Lorenzino de' Medici, raggiunto da due sicari al servizio di Cosimo I. Chi crede in un'origine romana di Venezia giura che il campo fosse l'arena della città, a poco a poco demolita per ricavarne materiale da costruzione.
Oggi è un buon posto per sedersi e vedere la vita del quartiere, lontano dalla folla di Rialto.
All'inizio era un prato con orti e pascoli. Nel 1493 fu pavimentato e al centro fu sistemato il pozzo. Da allora diventò il posto di mercati, fiere e grandi riunioni: nel Seicento vi furono spostati anche i mercatini dei poveri, prima in piazza San Marco.
Il campo prese anche un'aria di festa: si organizzavano giochi come la palla e la caccia al toro. Diventò così chiassoso che nel 1611 la Repubblica vietò giochi e vendita di merci. Una targa sulla chiesa lo ricorda ancora.
Chi guarda i palazzi vede una curva di facciate di epoche diverse: Palazzo Maffetti Tiepolo, del 1712, il gotico Palazzo Soranzo e Palazzo Donà, del primo Cinquecento. La curva ricalca un rio, quello di San Antonio, interrato nel 1761.
Dall'altro lato si nota l'angolo di Palazzo Corner Mocenigo, di Michele Sanmicheli. Una vecchia insegna a mosaico ricorda una birreria, al numero 2168.
La chiesa di San Polo, di origine bizantina e del IX secolo, fu rimaneggiata nel Quattrocento e nell'Ottocento. Dentro ci sono tele di Tintoretto e Tiepolo.
In una delle grandi case del campo nacque Franco Basaglia, lo psichiatra a cui si deve l'ispirazione della legge 180, quella che portò alla chiusura dei manicomi in Italia.
Il 25 febbraio 1548 qui fu pugnalato Lorenzino de' Medici, raggiunto da due sicari al servizio di Cosimo I. Chi crede in un'origine romana di Venezia giura che il campo fosse l'arena della città, a poco a poco demolita per ricavarne materiale da costruzione.
Oggi è un buon posto per sedersi e vedere la vita del quartiere, lontano dalla folla di Rialto.